Harielle's profileHarielle, an Angel in th...PhotosBlogGuestbookMore ![]() | Help |
|
|
Facebook, social networks e le distorsioni della cosiddetta comunicazione virtualeParlare della comunicazione ai tempi di Facebook è un argomento al quale mi accingo con qualche riluttanza ed anche un po' di disgusto, anche a seguito di episodi capitati non solo a me, ma anche ad altri conoscenti ed amici. Senza alcun dubbio il più famoso dei cosiddetti "social networks", come vengono definiti attualmente, è un mezzo affascinante e rapido di comunicazione, ma presenta anche alcune insidie al suo interno, offerte proprio dal suo essere un network "generale". Ciascuno di noi usa la comunicazione virtuale a seconda dello scopo che prefigge: chi per fini culturali, chi per vincere la solitudine, chi per allargare gli orizzonti, chi perchè afflitto dalla noia e desideroso di fare nuove conoscenze, e questi sono solo alcuni esempi senza nessuna caratterizzazione morale.
La struttura aggregatrice di Facebook procede innanzitutto dal campo personale, consentendoti di ritrovare vecchi amici d'infanzia ormai creduti persi, ma poi si allarga anche agli "amici di amici", agli "amici degli amici degli amici", fino a farti ritrovare, sull'onda di una spontaneità teoricamente spensierata, ad avere moltissimi "contatti" e pochi amici con i quali neppure scambi più una parola. In più, essendo le motivazioni intrinseche all'uso - per alcuni talvolta abuso - dei social network diverse, a seconda dei soggetti utenti, ne deriva talvolta una gran confusione di intenti e un grave pregiudizio alla riservatezza. Per esempio io stessa, pochi giorni fa, mi sono sentita molto a disagio ad essere stata "individuata" da una commentatrice un po' sciocca nonchè invidiosa del mio blog, che aveva letto il mio profilo FB peraltro impostato su un livello alto di privacy,rinfacciandomi le parole ivi contenute: Stato: single , Mi interessano : Uomini. Essendo eterosessuale, al momento di compilare il profilo, molto tempo fa devo aver scritto che preferivo gli uomini alle donne, ma fa un altro effetto veder riportati strumentalmente questi dati come se invece di essere unanormale donna dall'attitudine interculturale, fossi la rediviva Messalina.
Oppongo fermamente la forza della cultura contro la cultura della forza.
Harielle
Ritrovarsi...Vorrei incontrarti fra cent'anni pensa al mondo fra cent'anni
Ritroverò i tuoi occhi neri Tra milioni di occhi neri Saran belli più di ieri...
possono capirsi confrontarsi scontrarsi perdersi...
poi ritrovarsi,
e in un abbraccio
sperimentare
l'eternità...
...Chiudi gli occhi dolcemente
E non ti preoccupare
Entra nel mio cuore
Lasciati andare...
Il poeta e le stelleCammino e dietro camminano le stelle sono cammino non iniziato Ma dove vado e cosa farò
e l'amore il cammino?
(Adonis, poeta arabo contemporaneo)
Come fioriSiamo fiori lasciati in un bicchiere dimenticato in un canto, steli protesi alla ricerca del sole, petali sciolti in un raggio di luce, colori stinti, ricordi di memorie che scivolano come nebbia sul lago...
HARIELLE
La ricerca della felicitàJesse veniva da una piccola isola dei Caraibi, ed in comune con molti coetanei sognava di andare in America e fare proprio il sogno americano. La vita sull’isola non era tra le peggiori, ma lui voleva conoscere il resto del mondo, indossare quelle sneakers dal marchio famoso e mangiare al fast food, o sperava di vestire all'ultima moda ed essere in grado di guadagnare un buon salario per aiutare i suoi poveri genitori una volta tornato a casa.
Jesse parlava di trasferirsi in America, ma soprattutto voleva andare a New York. Per ragazzi come lui, New York rappresentava tutta l’America. Finito il liceo, il sogno di Jessy si avverò e lui partì per New York. I suoi genitori furono contenti perché per loro questo significava una vita migliore e meno miseria. Restò sbalordito quando arrivò all’aeroporto di New York, in una notte fredda e scura di dicembre. Provenendo da un’ isola dei Caraibi in cui il tempo era sempre bello, persino se pioveva, ebbe un brusco risveglio. Non aveva mai indossato vestiti invernali o una sciarpa e mai aveva fatto esperienza di una temperatura al disotto dello zero con più di cinque piedi di neve per terra. Dopo diversi mesi trascorsi a lavorare come manovale, con molto lavoro duro e sacrificio nel suo primo inverno, decise di iscriversi al college. Subito realizzò che poteva solo permettersi di pagare per quel poco che aveva guadagnato come aiutante: ricordò una conversazione che aveva avuto con un il proprietario di un negozio di alimentari all’angolo in Queens, figlio di emigrati italiani che gli raccontò la storia di suo padre venuto in America solo con un piccolo commercio, e che con tanti sacrifici aveva mandato tutti i figli all'università.
Continuò a tenere duro e a fare sacrifici finchè un giorno si laureò e conseguì la laurea. All'universitò aveva conosciuto e si era innamorato di Violette, una donna affascinante e complicata, di origine francese. Si sentiva ormai completamente americano, ormai, sebbene avesse nostalgia della piccola isola e dei suoi genitori e delle sorelle, che vedeva solo qualche settimana in estate. Al brillante Jesse, studente creolo lavoratore, laureatosi con le borse di studio, conseguito il grado superiore in giornalismo, fu offerto un contratto prestigioso al "Times". Adesso Jesse e Violette potevano essere felici. Lo erano, al punto tale da decidere di avere un bambino. Dopo nove mesi nacque Lili, una bimba bellissima dagli occhi neri come il giaietto e la pelle ambrata delle creole. Ma con il passare del tempo, qualcosa si stava usurando nel complicato meccanismo del mènage quotidiano tra Jesse e Violette. Incomprensioni e litigi erano all'ordine del giorno. Violette era una persona estremamente chiusa e poco disposta al confronto, puniva Jesse con il silenzio per settimane. Lui, di indole buona, si rifugiava nel suo lavoro e soprattutto nell'amore della sua bambina, che ogni giorno le ricordava sempre più il sorriso delle sue sorelle, lasciate nella piccola isola nel Mar dei Caraibi. Ed una sera, tornando dalla redazione, Jesse trova la casa vuota, gli armadi svuotati e un biglietto. Violette è partita con la bambina, e lo prega di non cercarla mai più. Jesse, frastornato, cerca di richiamarla, ma il cellulare di Violette è staccato. Dopo qualche ora trascorsa freneticamente a cercare mamma e bimba nel quartiere, si ferma a fare un prelievo bancomat e scopre che il conto in banca comune è stato completamente svuotato, e che l'ultima traccia di pagamento è quella di un biglietto aereo per Parigi, prenotato qualche giorno prima da Violette. Jesse è annichilito dalla situazione, niente gli avrebbe fatto mai presagire un distacco così violento dalla sua compagna. Improvvisamente, realizza che senza Violette potrebbe anche riuscire a rifarsi una vita, ma che non potrebbe mai vivere senza la sua bambina. Così, il giorno dopo, senza esitare, lascia il lavoro, vende le poche cose che gli restano e parte per la Ville Lumiere. Dopo una lunga ricerca trova Violette, che gli spiega che non vuole più sentirsi legata a lui, e dopo una battaglia giudiziale, ottiene l'affido condiviso di Lili. Ora Jesse, ex ragazzo dei Caraibi, ex giornalista del "New York Times"lavora come sguattero in un Mc Donald. Guadagna quel che gli basta per pagare l'affitto di una stanza in una banlieu e per portare la piccola Lili, che ormai ha cinque anni, al parco giochi durante i fine settimana in cui ha il permesso di incontrarla. Continua ad inviare il suo curriculum ad ogni giornale, rivista, banca, società di assicurazione, sperando un giorno di trovare un lavoro migliore. Ma è convinto che tempi migliori arriveranno. A me, che gli ho chiesto il segreto di tanto ottimismo, ha elargito un sorriso, e con una strizzatina d'occhio ha risposto: "Lo dice anche la Costituzione Americana: "Ogni uomo ha diritto a perseguire la felicità". Proprio come dice Will Smith nell'ononimo film di Muccino, The pursuit of happiness... (La storia è vera, i nomi sono stati cambiati per salvaguardare la riservatezza delle persone: questa sotto non è l foto di Jesse, è presa a caso nel web, ma il sorriso è lo stesso :) CondominioAl pianterreno, Maria è al balcone e con occhio attento innaffia le piante sul davanzale: ad ogni specie bisogna dare una diversa quantità d'acqua. Dopo una vita passata ad allevare i figli, ormai adulti, e successivamente a crescere i nipotini, adesso come compagna ha solo Stellina, la sua gatta bianca e nera. Da più di un anno suo marito Giovanni è morto, e le manca tanto. Le aveva fatto un ultimo regalo di commiato: aveva piantato nell'aiuola sotto il loro balcone piante di rose e di peonie, e ogni fioritura le ricordava quell'amore semplice durato 50 anni. In primavera i fiori sono sbocciati ancora, ma una mattina di quest'ottobre un giardiniere troppo solerte ha potato tutti gli steli, e Maria ha paura che le peonie e le rose del suo amore non spunteranno più.
I coniugi B, al primo piano, chiudono come sempre le finestre, queste fornite di doppi vetri e doppie tende, per non essere visti ma nello stesso tempo osservare i movimenti degli altri. Sono una bella coppia di ultracinquantenni, la donna bionda e raffinata, l'uomo azzimato, e con loro un gatto molto contegnoso. Entrano ed escono dal palazzo come se gli altri fossero invisibili, e se qualcuno si azzarda a salutarli, non rispondono o fanno una smorfia seccata. Vivono soli, ormai, apparentemente convinti della propria superiorità, con figli e nipotini appena nati che vengono spesso a trovarli, ma non si vedono mai amici o parenti, e le finestre sono sempre chiuse, sprangate, come se in casa non ci fosse nessuno.
Al secondo piano c'è Lorenzo, che vive con i due figli maschi adolescenti, la moglie lo ha lasciato dopo vent'anni per un altro uomo. Un matrimonio celebrato troppo presto, quando i due erano ancora ragazzi, troppo incoscienti ed innamorati per prendere precauzioni: così Teresa restò incinta, e, Lorenzo, da poco entrato a lavorare in fabbrica, fu felice di sposarla. Nel tempo le incomprensioni, le accuse, i rancori hanno piano piano preso il posto dell'amore, dell'attrazione fisica, e così, quando lei se ne è andata, Lorenzo è stato persino contento. Ora va più spesso a correre da solo, o con il cagnolone di famiglia, ed occhieggia le vicine procaci. Al terzo piano abita Hilde, che vive insieme alla figlia preadolescente, quattro gatti e tanti tanti libri e vasi di fiori. Un tempo sognava di cambiare il mondo, ma ultimamente ha il sospetto che il mondo abbia cambiato lei. Se si guarda allo specchio intravede le sue prime rughe, però le si legge chiaro negli occhi la felicità di aver vissuto la vita che voleva, piena di viaggi, di soddisfazioni e soprattutto, dell'amore della sua bambina. Certo, le manca un amore, ma ne è sicura, col tempo lo troverà.
Al quarto piano abitano due fratelli romeni: Jonut, 25 anni, che fa il muratore e sogna di tornare in Transilvania, un giorno, e sposare Dana, la sua fidanzata lontana. Catalina invece lavora come ragioniera in un negozio, tiene sia la contabilità della ditta che quella dei suoi numerosi pretendenti, che valuta attentamente, alla ricerca del più adatto marito italiano. In terrazza, i panni stesi ondeggiano al vento d'autunno e sembrano danzare. Gli uccellini sotto le grondaie riposano e forse sognano, nel loro nido caldo e tenero. Custodiscono con affetto i sogni e i desideri degli umani che vivono sotto di loro, affidandoli agli angeli custodi... Volta la carta
Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica (ha una collana di ossi di pesca, la gira tre volte intorno alle dita,
(F. de Andrè, Volta la carta)
Questa canzone ha sempre il potere di rendermi allegra e di farmi ballare, quasi ovunque mi trovi, forse perchè ho mi ritrovo nell'Angiolina del testo...chissà...
Ve la propongo, con un sorriso e una giravolta...
Veder cadere le foglie Veder cadere le foglie mi lacera dentro
Soprattutto se ho avuto, quel giorno, (Nazim Hikmet, un po' modificato da Harielle :)
TI AUGURO DI VIVERE![]() Ti auguro di vivere
come il fiore
che sboccia nell'arsura
senza lasciarti comprare dal denaro.
Ti auguro di vivere
senza marca, senza etichetta,
senza distinzione,
senza altro nome
che quello di uomo.
Ti auguro di vivere
senza rendere nessuno tua vittima.
Ti auguro di vivere
senza sospettare o condannare
nemmeno a fior di labbra.
Ti auguro di vivere in un mondo
dove ognuno abbia il diritto
di diventare tuo fratello
e farsi tuo prossimo.
Jean Debruynne
La rosa siempreNon è l'Arte la luce che ci acceca gli occhi. Il mio sogno è nutrito d'abbandono, di rimpianto. Non amo che le rose Non amo che le cose (Guido Gozzano) Un giorno a ChinatownStamattina, dopo tanto tempo, sono tornata al quartiere Esquilino di Roma, complice la partecipazione ad una prova di concorso. Per un breve periodo vi ho abitato, appena arrivata a Roma, ed ho sempre amato il quartiere più multiculturale della capitale, che ricordavo come un felice connubio di negozi e ristoranti italiani, africani, indiani, cinesi. Tuttavia questa mattina l'ho trovato cambiato rispetto a qualche anno fa. Le vecchie botteghe di un tempo hanno ceduto il passo a negozi di abbigliamento e di calzature, tutti uguali , gestiti esclusivamente da cinesi. Camminando per le strade del quartiere, era piacevole vedere i ragazzini con gli occhi a mandorla chiamarsi tra loro nel più genuino dialetto romanesco, mentre si avviavano a scuola festanti, le loro mamme che li accompagnavano vestite completamente all'occidentale, i capelli acconciati all'europea, i loro papà impegnati nei negozi. Ho pensato che adesso abbiamo anche noi una piccola Chinatown, e che questo accade nelle grandi città, e che anche a New York e a Los Angeles e San Francisco, accanto alla comunità cinese, ci sono le Little Italy. ![]() Ma tutto sommato, mi piaceva di più la piazza Vittorio di prima: dove sono finiti gli africani chiassosi e sorridenti nelle loro tuniche sgargianti? E le botteghe di preziosi e prodotti indiani, in cui amavo perdermi? Certo, ora si saranno spostati in altre zone, in quartieri diversi. Ma non sarà lo stesso, a me piaceva proprio così: pensare che in quell'angolo di città fossimo tutti cittadini del mondo, interessati a scambiarci conoscenze, ricette, sorrisi.
Però una cosa bella l'ho fatta: in un supermercato di prodotti originari della Cina, ho comprato il tè verde cinese, dei biscotti della fortuna e delle strane caramelle fatte con zenzero candito. Ed oggi pomeriggio, dopo la palestra, la mia amica, mia figlia ed io abbiamo festeggiato il compleanno della mia amica del cuore con tè e leggendo i biglietti all'interno dei biscotti della fortuna. Il mio diceva: "Qualunque cosa tu faccia, è giusta". Però, la saggezza orientale...XD
Un anno con i miciI TRE CUCCIOLI APPENA RACCOLTI E' trascorso un anno da quando, sul vecchio blog, raccontavo del ritrovamento di tre micetti lanciati dall'alto di un suv e abbandonati in un sacchetto della spesa all'interno di un parcheggio. Erano deboli, pieni di pulci, terribilmente sporchi di grasso, ma soprattutto molto malati. Per mesi interi sono stati curati ad antibiotici e cortisone, piano piano sono guariti e diventati belli e forti. Mia figlia Alice ed io li abbiamo trovati il 21 settembre, giorno del compleanno della mia amica più cara, ma probabilmente i tre miciotti sono nati il 21 luglio, altra data magica, il compleanno di una delle mie sorelle. Inutile dirvi quanto sia stato bello ed importante questo primo anno trascorso insieme ai miei tre amichetti pelosi, che, insieme a Ruby, il gatto soriano di 7 anni, mi regalano allegria e compagnia tutti i giorni. RUBY Per molti mesi dopo il loro ritrovamento e l'immediata decisione di tenerli tutti e tre con noi, sorelle, cognati e alcuni amici hanno tentato di farmi recedere dal proposito, paventando l'idea che non avrei più potuto lasciare la casa, nemmeno per un breve viaggio. Invece, grazie alla disponibilità della dolce AnnaLaura, ex baby sitter di mia figlia, durante la primavera e l'estate sono andata via per ben 4 volte, mentre i 3 micetti - Ruby da tanti anni trascorre le vacanze con il padre di mia figlia - erano a casa, accuditi e coccolati due volte al giorno. Snoopy, Minnalouche ed Aisha hanno caratteri diversi, ma da bravi gemellini vivono sempre insieme, tanto da sembrare uni e trini: talvolta, se l'aristocratico ma rissoso Ruby attacca una delle sorelline, Snoopy corre al soccorso per salvare dalle grinfie del gattone. DA SINISTRA: MINNALOUCHE, AISHA IN PRIMO PIANO, E SNOOPY
Aisha, la dolce gattina pezzata a tre colori dal comportamento un po' bislacco, ancora zoppica un po' per via dell'impatto contro l'asfalto o di una passata infezione alla corteccia cerebrale, ma è una brava ed agile cacciatrice - avrei dovuto chiamarla Diana - salta e punta i moscerini e le farfalle. Minnalouche, leziosa ed aggraziata, da umana sarebbe una donna in carriera, poichè è sempre indaffarata in qualche missione: salire sulle piante o nascondersi sotto i divani, esplorare luoghi nuovi, l'essenziale è muoversi. Snoopy, ormai detto Snupino, è il tenerone di casa: al mattino si arrampica sulla sedia per avere un bacino, e appena può si piazza in braccio facendo fusa rumorose e raggomitolandosi in grembo: anche ora, mentre vi scrivo. Adora manifestare il suo affetto a tutte le ore, specialmente di notte, verso le 3- 4, dove si emoziona a vedere le umane a lui care nel pieno del sonno e salta loro addosso ebbro di felicità. Questa somma gioia ormai gli è negata, e siamo costrette a dormire a porte chiuse per evitare che gli "attacchi d'amore" di Snupino ci strappino anzitempo al meritato riposo.
MINNALOUCHE DI SCHIENA, AISHA E SNUPINO Insomma, da un anno in casa è entrata una grande felicità: credetemi, vale proprio la pena di far entrare altri mici-amici nella vostra casa. Mettono disordine, ma regalano anche allegria; sporcano un po', ma vi strappano sempre un sorriso. E mi piace pensare che casa mia sia, come nel verso di Foscolo: "una bella famiglia d'erbe e d'animali" Con tante sorprese, come questa... Risvegli |
Al mattino lei si sveglia leggera, mentre fa la doccia canticchia sommessamente.
La giornata trascorre tra impegni lavorativi e ordinarie incombenze quotidiane fino al tardo pomeriggio.
Tornata a casa, una nuova doccia, si cosparge il corpo di unguenti profumati ed, ancora in accappatoio, apre l'armadio per scegliere l'abito adatto al suo appuntamento.
Ne prova uno, un altro ancora. Si spazientisce perchè le combinazioni di colori non vanno, eppure non è la prima volta che indossa quel vestito. All'improvviso, le appare la soluzione: quel vestito nero, comprato mesi prima e mai indossato, sembra perfetto per l'occasione.
Finisce di vestirsi, un ritocco al trucco e agli accessori.
Quel tacco, quella sfumatura di ombretto, quel particolare dell'acconciatura appartengono ad un antico rituale, che lei pratica, come tutte le donne da millenni, con consumata abilità.
Ora ecco la risvegliata dea seduttrice pronta ad affrontare il suo appuntamento al buio. Ed ora è certa, che comunque dovesse andare il suo incontro, sarà lei a decidere.

ODISSEA, CANTO X
E VOI? QUAL E' IL VOSTRO INCANTESIMO PERSONALE?
SU, DITELO ALL'ANGELO...

Our battered suitcases were piled on the sidewalk again; we had longer ways to go. But no matter, the road is life (J. Kerouac)
Eccomi di ritorno dopo 15 giorni "on the road", ma anche "across the sea". Ho attraversato come in un sogno città, stretti, altopiani, dune, isole vulcaniche. Ho aspirato a lungo, trattenendola più a lungo possibile, la carezza degli alisei e l'odore dell'oceano. Porto con me le erbe e il tè alla menta, l'odore delle farmacie berbere, la marmellata di cactus, la sabbia dei deserti, il colorito abbronzato preso senza accorgermene alla temperatura di 45° senza umidità.

Forse il tour più bello della mia vita, purtroppo finito male per una caduta durante il viaggio di ritorno, una caviglia distorta e il riposo forzato che mi attende...ma, come dice il grande Jack,
“Maybe that's what life is...a wink of the eye and winking stars.”
- Ma tanto dolore finì
sfiorì come i petali dai mandorli in fiore -
|
|